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Benvenuti su The Gonars Memorial |
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sabato 12 giugno 2004 |
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"Gonars è un piccolo comune situato nel nord est in Friuli Venezia Giulia, provincia di Udine. Durante la seconda guerra mondiale sorgeva nelle vicinanze del centro abitato un campo di concentramento per internati civili istituito dall'Esercito Italiano."...
Comincia così l'introduzione al progetto "Gonars: the symbol of Italian lost memory" voluto dal Comune di gonars e finanziato dall'Unione Europea di cui questo web-portal è uno dei principali obiettivi. Uno strumento importante attraverso il quale informare e sensibilizzare le persone in Italia e negli altri paesi europei e non solo riguardo ai fatti accaduti a Gonars. Il sito web, infatti, presenterà unan selezione, adattata al grande pubblico e d'immediata comprensione e impatto, dei contenuti multimediali (testi. immagini, fotografie, documenti, video ecc.) e avrà una funzione principalmente divulgativa. Il web-portal "GonarsMemorial" ospiterà anche la rete virtuale dei Comuni Italiani, Sloveni e Croati. Eè pensato affinchè possa permettere l'aggiornamento e l'adattamento continuo e costante nel tempo dei contenuti. |
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"Oltre il filo”, in anteprima il documentario di Minigutti |
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martedì 15 maggio 2012 |
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"Oltre il filo" fa luce su uno dei passaggi meno noti della seconda guerra mondiale, l’attività in Italia – tra il 1942 e l’8 settembre del ‘43 – di numerosi campi di concentramento
L’anteprima cinematografica che apre, mercoledì 2 maggio alle 20.30 al Visionario, l’ottava edizione di Vicino/Lontano è la prima nazionale del documentario storico Oltre il filo, del regista e produttore friulano Dorino Minigutti. La serata è organizzata in collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche e con il Tavolo della Pace del Comune di Udine.
Oltre il filo fa luce su uno dei passaggi meno noti della seconda guerra mondiale, l’attività in Italia – tra il 1942 e l’8 settembre del ‘43 – di numerosi campi di concentramento, dove furono internati gli abitanti di interi villaggi sloveni e croati delle zone occupate dall’esercito italiano. Contrariamente ai campi di sterminio nazisti, divenuti luoghi della memoria, i campi di prigionia italiani furono smantellati al termine della guerra. Del campo di Gonars, aperto nella primavera del 1942, su cui si concentra la ricerca di Minigutti, restano oggi soltanto le latrine di cemento in un campo di mais. Eppure in quello stesso luogo, in diciotto mesi morirono oltre 400 persone di cui 71 bambini sotto l’anno di età.
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Gonars memoria e speranza per l’Europa dei popoli |
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venerdì 20 aprile 2012 |
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Autorità e associazioni d’arma nell’ex prigione di migliaia di sloveni e croati. Presente la moglie del premier Turk: sua madre venne internata qui.
Memoria e speranza. Due parole che, pronunciate davanti al sacrario in cui riposano i resti di 471 persone che persero la vita tra il 1942 e il 1943, sembrano in antitesi. E invece il loro accostamento è ritornato in tutti i discorsi pronunciati ieri a Gonars. La cerimonia in cimitero si è aperta con i bambini delle scuole che, davanti al monumento realizzato dallo scultore Miodrag Zivkovic, hanno intonato gli inni sloveno, croato, italiano ed europeo. Presenti numerosissime autorità, prime fra tutte la moglie del presidente della Slovenia Turk, Barbara Miklic, la cui madre fu internata proprio a Gonars. E ancora: esponenti del Parlamento dei tre Stati coinvolti in queste celebrazioni, il prefetto di Udine, rappresentanti di Regione, Provincia e Comuni, dell’Anpi e dell’Associazione combattenti antifascisti di Rijeka, esponenti delle associazioni combattentistiche, d’arma e non solo.
Il padrone di casa, il sindaco Marino Del Frate, ha rimarcato l’importanza di questa giornata. Ha espresso «il più sentito rincrescimento per quanto accaduto. Ciò che è successo non può essere cambiato, ma tutti dobbiamo impegnarci perché non si ripeta».
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Cerimonia del 1° novembre 2009 |
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mercoledì 18 aprile 2012 |
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Si
è svolta il 1° di novembre la cerimonia di commemorazione per i
caduti del campo di internamento di Gonars. Come ogni anno vi è
stata la deposizione delle corone nell’ossario, la commozione, il
rimpianto e la memoria per quanto è successo 66 anni fa.
Il
discorso che ho pronunciato vuole esprimere il profondo dispiacere
della nostra comunità per quello che è accaduto, il forte auspicio
che non si debba ripetere mai più, ma anche la speranza che ciò che
di disdicevole è stato consumato nei confronti degli italiani da
parte di altri popoli a ridosso del confine orientale possa trovare
adeguata eco nei libri di storia e pietà e rammarico tra coloro che
questi atti hanno compiuto.
Il
monumento della memoria, segno tangibile del ricordo e del pentimento
per i fatti accaduti a Gonars è stato molto apprezzato dalle
delegazioni d’oltreconfine che, commosse e compiaciute, hanno
ringraziato, per aver ridato dignità ai luoghi dove molti dei loro
compatrioti hanno dolorosamente sofferto.
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Slovenia e Croazia alla cerimonia commemorativa del 1° novembre 2006 |
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martedì 21 ottobre 2008 |
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Si è tenuta il 1° novembre nel cimitero di Gonars la commemorazione delle vittime del campo di concentramento che sorgeva in questo nostro territorio. La cerimonia, organizzata dal Consolato Generale di Trieste della Repubblica di Slovenia, si è svolta alla presenza di Marko Pavliha, Vice Presidente del Parlamento Sloveno, Bozidar Humar, Console Generale della Repubblica di Slovenia, dei Consoli Mirijana Matanic e Davorka Saric della Croazia, di Alessandro Tesini, Presidente del Consiglio della Regione Friuli Venezia-
Giulia, di Paride Cargnelutti, Vice Presidente della Provincia di Udine, di Luciano Rapotez, Segretario Regionale dell’Associazione ANPI, di delegazioni di Cabar, Fiume, Nova Gorica, Tolmin e Rjeka, sindaci, amministratori ed associazioni combattentistiche locali.
Il discorso del Presidente del Consiglio Regionale Alessandro Tesini al Sacrario degli internati sloveni e croati
L’omaggio alle vittime del campo di internamento di Gonars è diventato da tempo l’occasione attraverso la quale abbiamo imparato a fare i conti con la storia, con le responsabilità che le nostre nazioni, i nostri popoli e le nostre istituzioni si sono assunti con il passato: per guardare avanti.
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