Nel Sacrario Memoriale sono raccolti i resti degli internati morti nel campo di concentramento fascista di Gonars. Il monumento è stato costruito nel 1973, per iniziativa della Repubblica Federativa di Jugoslavia, su progetto dello scultore Miodrag Zivkovic di Belgrado. Le cripte ospitano le spoglie di 471 persone.

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Slovenia e Croazia alla cerimonia commemorativa del 1° novembre 2006 PDF Stampa E-mail
Tuesday 21 October 2008

Si è tenuta il 1° novembre nel cimitero di Gonars la commemorazione delle vittime del campo di concentramento che sorgeva in questo nostro territorio. La cerimonia, organizzata dal Consolato Generale di Trieste della Repubblica di Slovenia, si è svolta alla presenza di Marko Pavliha, Vice Presidente del Parlamento Sloveno, Bozidar Humar, Console Generale della Repubblica di Slovenia, dei Consoli Mirijana Matanic e Davorka Saric della Croazia, di Alessandro Tesini, Presidente del Consiglio della Regione Friuli Venezia-
Giulia, di Paride Cargnelutti, Vice Presidente della Provincia di Udine, di Luciano Rapotez, Segretario Regionale dell’Associazione ANPI, di delegazioni di Cabar, Fiume, Nova Gorica, Tolmin e Rjeka, sindaci, amministratori ed associazioni combattentistiche locali.

Il discorso del Presidente del Consiglio Regionale Alessandro Tesini al Sacrario degli internati sloveni e croati

L’omaggio alle vittime del campo di internamento di Gonars è diventato da tempo l’occasione attraverso la quale abbiamo imparato a fare i conti con la storia, con le responsabilità che le nostre nazioni, i nostri popoli e le nostre istituzioni si sono assunti con il passato: per guardare avanti.

Un futuro che è nella appartenenza alla stessa Unione Europea. Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Tesini, alla celebrazione al Sacrario monumentale in cui sono tumulati i resti di 453 sloveni e croati internati nel campo di concentramento di Gonars, dove, tra il 1941 e il 1943, furono rinchiusi cinquemila civili deportati per motivi politici dalla provincia di Lubiana, lo ha affermato ricordando che il prossimo anno la Slovenia adotterà l’Euro e che il primo gennaio 2008 assumerà la presidenza dell’Ue, mentre per la Croazia è ormai avanzata la procedura di adesione all’Unione.

L’Unione europea non è un qualsiasi accordo intergovernativo - ha sottolineato Tesini: ciascuno di noi ha ceduto sovranità all’Ue per affidare a quella dimensione gli obiettivi di una politica di pace, di sicurezza, di stabilità, di benessere per i nostri cittadini ed è nell’orizzonte dell’Ue che noi oggi ci ritroviamo. Non si entra nell’Ue a metà e men che meno vi si rimane a metà. Per questo è indispensabile il lavoro che abbiamo cominciato a fare, da anni, anche con l’appuntamento di Gonars, perché si creino le condizioni - ha detto ancora Tesini - affinché i presidenti dei nostri Paesi non compiano un gesto genericamente simbolico, ma segnino una situazione nuova che ci consenta di guardare al passato con pieno rispetto delle reciproche vittime. Trovarci assieme, rendere omaggio a queste vittime, dicendo chiaramente che la causa per cui sono morte, a distanza di tanti anni, è stata vinta perché i giovani di oggi possono vivere in un mondo diverso, migliore - ha insistito Tesini - diventa un gesto non retorico.

E saldiamo il pegno del prezzo pagato con le vittime innocenti di quella barbarie, violenza e crudeltà che, proprio grazie all’Ue, siamo riusciti a lasciarci alle spalle sapendo costruirci una realtà dove ciascuno di noi resta se stesso, sapendo convivere in una dimensione più ampia. Il giorno in cui questo si realizzerà, ha concluso Tesini, avremo veramente vinto e l’omaggio reso alle vittime di Gonars sarà davvero compiuto. La celebrazione, organizzata dal Consolato Generale di Trieste della Repubblica di Slovenia, si è svolta alla presenza anche del vicepresidente dell’Assemblea Nazionale Slovena, Marko Pavliha, che a sua volta ha parlato dell’importanza di riconoscere la storia per costruire il futuro e dell’impegno a costruire un’Europa di pace, armonia e prosperità.

La realtà del campo di concentramento di Gonars e il contesto storico sono stati delineati dal sindaco Ivan Cignola e testimonianze sono state portate dal rappresentante regionale dell’ANPI Luciano Rapotez e da Slavko Malnar per le delegazioni croate di Cabar e Fiume. Erano inoltre presenti il console di Slovenia Bozidar Humar e i consoli di Croazia Miriam Mataniic e Davorka Saric.

[Comunicato Agenzia Consiglio Notizie]

 
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