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da http://www.edit.hr/lavoce/2006/060623/cultura.htm IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA LOTTA ANTIFASCISTA A Fiume proiettato in Comunità il documentario sulle testimonianze dei sopravvissuti di Gonars FIUME – In occasione della Giornata della lotta antifascista, presso la Comunità degli Italiani di Fiume, in una sala afollata di pubblico, ha avuto luogo l’altra sera la proiezione di un documentario sulle testimonianze dei sopravvissuti al campo di concentramento di Gonars intitolato "Gonars - Il simbolo della memoria italiana perduta": si tratta di una raccolta di filmati realizzati da Alessandra Kersevan e da Stefano Raspa, con il contributo della Comunità Europea e del Comune di Gonars e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed il Comune di Visco.
Attraverso interviste inedite fatte ad ex internati e a testimoni dei fatti, il documentario traccia le drammatiche vicende che si consumarono tra il 1942 e il '43 a Gonars, in provincia di Udine, dove perirono di fame e stenti quasi 500 civili, per lo più anziani, donne e bambini di nazionalità slovena e croata. Ad intermezzare alcuni brevi ed altri più lunghi racconti, una voce narrante, immagini e filmati originali, per riscoprire la storia dell'occupazione fascista della Jugoslavia prima e la capitolazione dell'Italia poi, la descrizione del campo e della vita degli internati. Un percorso di ascolto, soprattutto, per ricordare una tragedia che s'è consumata a pochi chilometri da noi. L'incontro è stato organizzato dal Forum socialdemocratico dei senior della Croazia, con a capo, per quanto riguarda la Contea litoraneo-montana, Sonja Brozović Cuculić, che per l'occasione ha introdotto l'autrice, presente all'evento. "Per noi italiani la realizzazione di questo documentario è stato un grande sforzo - ha esordito Alessandra Kersevan - in quanto a lungo non si è parlato della realtà dell'esistenza dei campi fascisti. In seguito ad alcune mie ricerche sul tema, questo documentario è stato fortemente voluto dal Comune di Gonars che ormai da anni si sta attivando per far conoscere questo triste periodo di storia in una terra friulana che l'ha velocemente rimosso ma che deve fare i conti con quanto avvenne per non tradire la sua memoria, perché nulla di tutto questo possa accadere di nuovo. È stata una ricerca soprattutto d’archivio, mentre per quanto riguarda le testimonianze dirette ci siamo basati sulla relativamente abbondante memorialistica esistente." Tra gli intervistati, italiani, sloveni e croati, di cui anche cinque castuani, sopravissuti al Golgota del campo di concentramento: Zorica Turak, Ljubinka Vlah, Grozdana Vlah, Jelka Kirasić e Josip Sušanj. Il campo di Gonars cominciò a funzionare nella primavera del 1942, e si svuota dopo l'8 settembre 1943, quando anche il suo contingente di sorveglianza, come tutto l'esercito italiano, si sciolse. In questi diciotto mesi vi morirono almeno 420 persone, 365 fra novembre '42 e marzo '43. L'internamento di decine e decine di migliaia di sloveni e croati, donne, vecchi e bambini, oltre a uomini adulti, avvenne dopo rastrellamenti sistematici del territorio della Venezia Giulia e delle Province annesse dopo il 1941, in campi attendati, o baracche mal riscaldate, con un'alimentazione insufficiente e condizioni igieniche precarie che portarono alla diffusione nei campi di gravi malattie e comportarono immani sofferenze. "Ogni anno, in occasione della ricorrenza di Ognissanti, nel cimitero di Gonars, nel Sacrario memoriale dei caduti sloveni e croati, si svolge la commemorazione dei morti sloveni, croati e jugoslavi del campo di concentramento fascista di Gonars - ha ricordato Sonja Brozović Cuculić. - Vi andremo anche quest'anno, anche in segno di ringraziamento a tutti quelli che si curano del Sacrario memoriale." (as) |